lunedì 13 ottobre 2007

UN PROGETTO LIFE-NATURA PER LE PALUDI DI OSTIGLIA

Il pSIC e ZPS “Paludi di Ostiglia” è una Riserva Naturale Regionale designata dalla Regione Lombardia e gestita dal Comune di Ostiglia su incarico della Regione stessa giunta sino ai giorni nostri grazie alle pratiche di coltivazione delle erbe palustri (carice e canna di palude), protrattesi sino agli anni ‘70.

Venute meno le attività tradizionali si è assistito a una progressiva diversificazione degli habitat con conseguente arricchimento delle specie presenti, sia animali che vegetali.

Ma se l’abbandono delle attività tradizionali ha contribuito a porre in risalto e a potenziare gli aspetti naturalistici dell’area, in particolare dal punto di vista della diversità di specie, non va dimenticato che esse garantivano il mantenimento dell’equilibrio all’ecosistema palustre.

Sarebbe tuttavia sbagliato abbandonarsi a rimpiangere incondizionatamente il passato come depositario del giusto: gli studi condotti in oltre vent’anni di gestione della Riserva e presso altre zone umide, hanno dimostrato come alcune delle pratiche tradizionali garantissero sì la sopravvivenza dell’ecosistema, ma a un livello di funzionalità ridotto rispetto al pieno manifestarsi delle potenzialità ecologiche proprie di questi ambienti. Le cause sono da ricercarsi nel prevalere delle esigenze produttivistiche che in passato giustificavano l’adozione di pratiche fortemente impattanti sull’ecosistema: tipico è il caso del debbio tardo invernale (antica pratica colturale consistente nel controllo della vegetazione infestante facendo ricorso a incendi controllati) che, oltre a rilasciare enormi quantità di sostanza organica nelle acque, se ritardato per cause legate all’andamento stagionale, danneggiava le covate delle specie di uccelli più precoci come Rallidi e Anatidi.

Quelli appena elencati rappresentano gli obiettivi di una gestione che mira alla conservazione del sito e uno strumento fondamentale per raggiungerli, individuato dall’Amministrazione Comunale di Ostiglia e dalla Regione Lombardia, è rappresentato dal co-finanziamento comunitario LIFE-Natura che in quattro anni (2002-2005 tanto durerà il progetto) dovrà dare un deciso impulso in questa direzione.